Nella piazzetta è lo spray a dettare legge

La Voce

12/01/2009,

Viaggio nel centro storico e nel disordine urbano San Bernardino e adiacenza, un luogo da valorizzare

Prosegue il viaggio della Voce nei luoghi che dovrebbero rappresentare l'identità storica e monumentale della città, e che invece versano in uno stato più o meno grave di abbandono. Dopo il caso paradossale sollevato ieri dei giardini della Stazione ferroviaria in piazzale Cesare Battisti, dove il set "toilette per cani" è rimasto fermo all'epoca delle vecchie lire, nonostante il Comune abbia investito per la riqualificazione anche nel 2002, ci trasferiamo oggi in un angolo suggestivo del centro storico, la piazzetta San Bernardino.

Qui sorge la chiesa in stile barocco costruita nel 1759 su progetto di Giovanni Francesco Buonamici, con all'esterno nelle nicchie laterali, le bellissime statue di stucco di Carlo Sarti, mentre ll'interno ci sono opere pregevoli d'arte, come le pale d'altare dell'Arrigoni e di Donato Creti. Nel monastero attiguo c'è la clausura delle Clarisse, in passato il luogo era dei Frati Minori Osservanti e come oratorio è documentato già dal XV secolo.

Nell'ottobre scorso proprio questa piazzetta è stata teatro di un'iniziativa di riscoperta, con lo slogan "la piazzetta vive", voluta dagli abitanti della zona e promossa dell'Archivio di Stato che da alcuni anni ha in quel luogo la sua nuova sede. Il monastero, alcuni negozi del posto e gli sponsor hanno tutti collaborato a una settimana ben riuscita di incontri, proiezioni, aperitivi, visite guidate alla chiesa, open-day all'Archivio di Stato, una mostra sui poderi della Ghirlandetta. Fra l'altro uno degli scopi dell'iniziativa era la sensibilizzazione di istituzioni e cittadini al problema della salvaguardia delle famose statue che vengono costantemente lordate e danneggiate dal guano dei piccioni.

Purtroppo non si vede ancora la soluzione. E dalle nostre ultime osservazioni, pochi giorni fa, la zona racchiusa fra via Garibaldi, via Bertola, la piazzetta, il vicolo che riconduce su via Garibaldi, a pochi metri dall'apertura di piazza Tre Martiri, e via Rizzi, testimoniano una situazione tutta da rimettere a posto. Soprattutto nel vicolo dove si affaccia il portone del monastero, ma anche lungo via Bertola che è molto più frequentata, lo spray selvaggio ha lasciato tracce eccessive, per non dire altro. E non si tratta di graffiti artistici, ma di scritte, più che altro esercitazioni di stile, chiamiamole cosi. Cartelli pendenti, come abbiamo visto anche in altre puntate del viaggio, parcheggi inappropiati e mancanza di luce fanno il resto. E' un luogo che merita tutt'altra attenzione, come è stato giustamente detto durante la settimana di ottobre.

 

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