Rimini nel Risorgimento. Approfondimento

(Rimini, Archivio di Stato, 17 settembre - 26 novembre 2011)

 

I contenuti della mostra .

 

                Approssimandosi la fine dell'impero, Napoleone Bonaparte concesse a Pio VII il permesso di rientrare a Roma: il viaggio del pontefice attraverso la Romagna assunse il significato simbolico di riconquista dei territori perduti. Al congresso di Vienna la Chiesa, infatti, ottenne la restituzione delle Legazioni: Rimini, insieme con Cesena, farà parte della Legazione di Forlì.

 

                Il ritorno al regime reazionario comportò la nascita di numerose società segrete, i cui affiliati non erano mossi tutti dalle medesime istanze: i liberali romagnoli aspiravano, in particolare, alla fine del potere temporale dei papi. I moti rivoluzionari del 1820 - 1821 ebbero ripercussioni anche nello Stato Pontificio: le reazioni furono molto dure nell'ambiente romagnolo. Nel 1831 Rimini fu teatro di un sanguinoso scontro tra rivoluzionari ed austriaci, noto come "battaglia delle Celle". Nel 1845 scoppiò, al comando del liberale Pietro Renzi, un'ennesima rivolta, che fu brutalmente soppressa. La fine dei moti del '48 determinò una rigorosa reazione in tutta la Penisola.

 

                Il 1850 si aprì a Rimini con arresti e disordini; continue segnalazioni riguardavano i movimenti di emissari mazziniani. Nel 1855 la calamità del colera si abbatté sulla città, mietendo oltre settecento vittime. Nel 1857 Rimini accolse con solenni festeggiamenti Pio IX, che visitò i luoghi di culto, gli ospedali e lo stabilimento bagni. Nello stesso anno fu inaugurato il nuovo teatro comunale. Durante la seconda guerra di indipendenza italiana l'affluenza di volontari dalla romana fu superiore alla media, al punto che il Ministro della Guerra chiese di contenere le partenze. L'armistizio di Villafranca stabilì, nell'Italia centrale e nelle terre del papa, la restaurazione dei vecchi governi, ma la sollevazione popolare, insofferente al ripristino degli antichi regimi, determinò l'annessione al Piemonte delle regioni insorte con plebisciti popolari. Durante la terza guerra d'indipendenza furono circa trecento i riminesi che parteciparono come volontari, tra essi Raffaele Tosi, già al seguito di Garibaldi nelle precedenti campagne. I patrioti riminesi Amilcare Cipriani ed Achille Serpieri di distinsero, invece, rispettivamente nelle successive imprese garibaldine ad Aspromonte e Mentana. Con la "Breccia di Porta Pia" del 1870 si concludeva il millenario potere temporale dei papi.

 

1.  Silvestro Lega, Ritratto di Garibaldi, Modigliana - Museo Civico  2.  Sigillo  plumbeo di papa Pio VII, perg. n. 4496 (24 agosto 1824)  3.  Modelli dell\'uniforme del volontario pontificio -A.S.C. Cart. Gen. B. 563