"Alea iacta est: Giulio Cesare in archivio"

Piazzetta San Bernardino, 1 - 47921 RIMINI , Archivio di Stato di RIMINI

25 settembre (16:30) - 25 dicembre, 2011 - Mostra

Immagine di Giulio Cesare

Mostra documentaria dedicata a Giulio Cesare attraverso le testimonianze storico-artistiche presenti in Piazza Tre Martiri a Rimini dal 49 a.C. fino all'epoca moderna: il "foro di Ariminum", il "suggestum" su cui Cesare arringò ai soldati dopo aver varcato il fiume Rubicone, la statua di bronzo che lo ritrae, donata da Mussolini alla Città.

La mostra - curata da Cristina Ravara - promossa dall'Archivio di Stato di Rimini in collaborazione con la Biblioteca Comunale Gambalunga e col patrocinio dell'Università di Bologna, dell'Università di San Marino, del Comune e della Provincia di Rimini, della Rubiconia Accademia dei Filopatridi, ripercorre la storia della città dal I sec. a. C. fino al ventennio fascista, attraverso le testimonianze storico-artistiche presenti in Piazza Tre Martiri, fulcro del centro antico sin dall'epoca romana. In essa sorgeva il foro di Ariminum, posto alla confluenza delle due strade principali, il cardo e il decumano, i cui tracciati sono tuttora esistenti. Il decumano univa l'Arco di Augusto ed il Ponte di Tiberio, e proseguiva a nord con la via Emilia e a sud con la via Flaminia; il cardo, corrispondente alle odierne via Garibaldi e via IV Novembre, si concludeva nelle vicinanze del porto. Un cippo cinquecentesco sostituisce l'originario suggestum sul quale, secondo la tradizione, Cesare tenne un discorso ai legionari dopo il passaggio del Rubicone. Nel Medioevo la piazza fu teatro di mercati, giostre, tornei cavallereschi e cerimonie pubbliche. Su uno dei lati della piazza sorge una chiesetta ottagonale dedicata a Sant'Antonio da Padova, dinanzi alla quale fu edificato, agli inizi del '500, un tempietto a ricordo del "miracolo della mula", caro alla tradizione riminese. Nel 1547 venne impiantato, insieme con la Torre dell' orologio, l'intero isolato, che diede alla piazza l'attuale configurazione. Risale invece al 1933 la statua di Giulio Cesare, voluta da Benito Mussolini, quale simbolo della romanità, ubicata attualmente in posizione decentrata e marginale rispetto alla piazza. Piazza Tre Martiri, già Piazza Grande o Piazza Sant'Antonio, e in seguito Piazza Giulio Cesare, deve la sua ultima denominazione ad un tragico episodio, di cui fu teatro nel 1944: l'impiccagione di tre giovani partigiani riminesi.

Invito. Immagine di Giulio Cesare

 

 

 

(LG)

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